Negli ultimi anni è andata aumentando la sensibilità dell’opinione pubblica e del governo nei confronti delle tematiche ambientali e, di pari passo, sono stati istituiti fondi ingenti a livello nazionale, locale e internazionale per erogare contributi per il risparmio energetico. Anche a causa dell’aumento del costo del petrolio e del gas metano, gli sforzi dello Stato si sono concentrati verso la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di fonti alternative di alimentazione energetica. Le opzioni principali, ad oggi, consistono nell’installazione domestica di pannelli fotovoltaici e nella realizzazione di impianti eolici pubblici. In entrambi i casi, sono previsti rilevanti contributi statali ed internazionale per promuovere la diffusione di tali infrastrutture, il cui difetto principale consiste proprio nei costi relativamente elevati e nei lunghi periodi di ammortamento delle spese. La Direttiva comunitaria 2001/77/CE ha fissato l’entità di tale impegno a livello internazionale, ed è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 387/2003 istitutivo del cosiddetto “Conto Energia”. Si tratta di una forma di erogazione di contributi che consente di ottenere una remunerazione in contanti proporzionale alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici, lungo un arco temporale di 20 anni. Nel 2008, sono stati così attribuiti 83 milioni di euro per 180.000 MWh di energia generata. Altri contributi per il risparmio energetico sono emessi sotto forma di detrazione Irpef/Irpeg, pari al 55% delle spese sostenute per l’installazione degli impianti. Tali agevolazioni sono state introdotte con la Finanziaria 2007 (legge 296 del 2006) e sono state confermate per il triennio seguente (2008, 2009 e 2010) sino all’esaurimento delle risorse pubbliche stanziate.