I contributi alle piccole e medie imprese vengono erogati dallo Stato, dagli enti locali, dalle camere di commercio e dalle istituzioni internazionali. Vengono così finanziate tutte quelle attività di crescita, sviluppo, ricerca e innovazione utili per l’economia del Paese e del territorio. I contributi comunitari per le Pmi includono il programma entrepreneurship & innovation (Eip), con un budget da 2,17 miliardi di euro tra 2007 e 2013 e i finanziamenti della Banca Europea per gli investimenti (8,2 miliardi nel 2008, di cui 2,4 verso l’Italia). Nel dicembre 2008, la Commissione Europea ha deciso di contrastare la crisi economica internazionale innalzando la soglia massima dei contributi alle singole Pmi a 500mila euro per il biennio 2009-2010. I finanziamenti possono essere ad erogazione diretta verso le imprese, o indiretta tramite i singoli governi dei Paesi beneficiari, che provvedono poi ad allocare internamente le risorse. Ancora, i contributi alle piccole e medie imprese si possono distinguere tra quelli in conto capitale, qualora assumano la forma di rimborso parziale o completo delle spese per gli investimenti, o in conto interessi, qualora prevedano soltanto il pagamento del costo della leva finanziaria. Per poter usufruire delle erogazioni statali e degli enti locali, le Pmi devono rispettare i termini indicati nei singoli bandi, che indicano l’ambito degli investimenti ammissibili e le modalità di partecipazione ai concorsi. In particolare, è necessaria la presentazione di un business plan articolato che dimostri l’aderenza del progetto di sviluppo aziendale agli obiettivi fissati dalle istituzioni di riferimento. Buone opportunità di usufruire di contributi derivano in ogni caso dai piani di ristrutturazione aziendale per il risparmio energetico e per incrementare l’occupazione.